• Transformations

    Il lavoro di Walter Niedermayr ha sempre come proprio oggetto un ambiente, naturale o artificiale che sia. Un ambiente dalla fisionomia delineata con precisione, ancorato all’attualità e tuttavia mai visto come dato stabile, definitivo. Piuttosto, l’immagine fotografica si incarica di rivelarlo come campo di tensioni non risolte, di domande, di trasformazioni enigmatiche, di concrezioni ereditarie, su cui l’obiettivo si posa alla ricerca di sintomi sfuggenti, caotici, sempre reticenti. Nei paesaggi specialmente, che rappresentano la parte più cospicua e più nota della sua produzione, l’azione umana svolge in qualche modo il ruolo di un agente patogeno, i suoi indizi incoerenti organizzati dall’artista in un quadro sintomatico che apre a un’ipotesi, a una possibilità di comprensione. Le immagini fotografiche e video di Niedermayr mirano sempre cioè a “esporre”, più che a “riprendere”, qualcosa che, se si trova incontestabilmente di fronte all’obiettivo, è al tempo stesso il risultato di processi invisibili, fuori campo, e insieme una produzione inseparabile dal medium e dalla volontà conoscitiva che lo informa.

     

    Stefano Chiodi